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STAMPA 3D A RESINA: SLA vs. DLP

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Stampa 3D a resina: SLA vs. DLP

Tra le varie tecnologie di stampa 3D diffuse sul mercato, ad oggi, le stampanti a resina stanno conquistando fette di mercato sempre più importanti grazie alla elevata risoluzione e precisione di stampa oltre all’offerta sempre crescente di resine tecnicamente molto differenti tra loro.

Nonostante abbiano numerosi punti in comune tra loro, SLA (stereolitografia) e DLP (Digital Light Processing) presentano sottili differenze importanti da comprendere per valutare al meglio quale possa essere la tecnologia più adatta alle proprie esigenze.

La fonte che genera gli impulsi luminosi

Le 2 tecnologie sono accomunate dall’utilizzo di resine fotopolimeriche e di impulsi luminosi che “disegnano” i layer facendo reagire la resina selettivamente nei punti di interesse ma sono differenziate per la fonte che genera questi impulsi: un laser nel caso delle stampanti SLA, e di un proiettore o un LCD nel caso delle stampanti DLP.

Disegnare uno strato con i laser può essere completamente diverso dai livelli di proiezione di un’immagine piatta generata da un proiettore o un LCD.

Questa è la prima importante caratteristica che differenzia le 2 tecnologie:

  • SLA: utilizza due galvanometri, (uno per l’asse X e l’altro per l’asse Y) per guidare rapidamente un raggio laser attraverso l’area di stampa che solidifica la resina selettivamente nei punti in cui viene indirizzato.
    Questo processo suddivide il disegno, strato per strato, in una serie di punti e linee che sono dati al galvanometro come un insieme di coordinate;
  • DLP: utilizza un proiettore digitale o uno schermo LCD per irradiare con un singolo impulso luminoso un intero layer contemporaneamente. Poiché i proiettori e gli schermi LCD sono digitali, l’immagine proiettata è composta da pixel quadrati, che si traducono, una volta sommati layer dopo layer, in uno strato formato da piccoli mattoncini rettangolari chiamati voxel.

Le linee arrotondate disegnate dal laser, le dimensioni minime dei pixel e gli strati di voxel reattangolari proiettati da DLP fanno si che le unità di base dei due processi siano di forme diverse, rendendo difficile un confronto basato esclusivamente sulle sole specifiche tecniche di una macchina piuttosto che un’altra.

Esistono però casistiche precise in cui una tecnologia sia più prestante di un’altra.

La rapidità di stampa

In termini di rapidità, ad esempio, la DLP può ottenere tempi di stampa più rapidi in quanto con un singolo impulso luminoso viene solidificato un intero strato; il laser SLA deve invece tracciare, spostandosi, la parte da solidificare selettivamente in ogni singolo layer, rendendo irrimediabilmente più lungo il tempo di stampa di ogni singolo layer.

Questa caratteristica delle DLP diviene molto interessante per stampe grandi e completamente dense, in cui la stampa riempie gran parte della piattaforma, ogni strato viene polimerizzato più rapidamente di quanto sarebbe se fosse tracciato da un laser.

Lo stesso accade per la produzione contemporanea di più oggetti allineati all’interno di un singolo processo di stampa.

La risoluzione

Anche se più veloce, la stampa DLP è tuttavia soggetta a dei compromessi in termini di risoluzione e finitura superficiale con stampe di grande formato.

Le stampanti DLP 3D non possono arrivare agli stessi standard di risoluzione e finitura superficiale, su parti che riempiono gran parte del volume di costruzione, di una stampante SLA, che garantisce una risoluzione più costante.

La risoluzione DLP dipende dal proiettore, che definisce quanti pixel/voxel sono disponibili all’interno di ogni singolo layer; ad esempio un proiettore full HD è 1080p.
Il volume di costruzione di una stampante laser SLA è invece completamente svincolato dalla risoluzione della stampa.
Una singola stampa può essere di qualsiasi dimensione e risoluzione in qualsiasi posizione all’interno dell’area di costruzione.

Si può quindi affermare che le stampanti SLA siano in grado di garantire una risoluzione e una finitura superficiale migliori su oggetti di grandi dimensioni e non hanno vincoli tecnici in termini di costruzione di volumi di stampa ampi.

Riassumendo:

Le stampanti DLP/LCD sono più indicate per la produzione di pezzi molto complicati e di piccole dimensioni, o per la produzione rapida di tanti piccoli oggetti in una singola impiattata, o di grandi parti che non abbiano dettagli superficiali minuscoli.

Le stampanti SLA danno il loro meglio per la produzione di parti estremamente dettagliate e con una perfetta finitura superficiale, su qualunque formato ma soprattutto su parti di grandi dimensioni.

Ti sono chiare le differenze tra SLA e DLP? Lasciaci un commento e risponderemo a tutti i tuoi dubbi!

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