Nel mercato delle stampanti 3D le tecnologie FDM (o a modellazione a deposizione fusa) e SLA (stereolitografia) sono tra le più gettonate e utilizzate nel campo della progettazione e produzione.

Ogni tecnologia presenta differenze sostanziali in termini di vantaggi, punti di forza, lavorazioni e processi, materiali e comportamenti meccanici, costi e applicazioni e molto altro.

Di fatto le due tecnolgoie vengono utilizzate per realizzare prototipi differenti e specifici, ma la domanda che in molti si sono posti è: perché non poter combinare l’efficacia e l’efficienza di entrambe?

Scopri in questo articolo tre realtà che hanno fatto dell’unione delle due tecnologie il loro punto di forza e differenziazione, e come hanno migliorato i loro progetti rispetto a prima.

Montagne russe: precisione nei dettagli e dimensioni di stampa per trovare il giusto equilibrio

Schmotzer Matt, utilizza da più di 10 anni la tecnologia di stampa 3D per creare in miniatura montagne russe di diverse forme. La particolarità dei suoi prototipi sta nel fatto che riesce a combinare entrambe le tecnologie per un risultato preciso senza tralasciare la creatività.

Tra le diverse creazioni, ne spicca una in particolare, che contiene 700 traverse individuali.  

Il modello presenta travi piatte geometriche utilizzate come supporto interno abbinate a impalcature di legno incollate tra loro da materiale adesivo.

La stampa FDM in questo caso viene utilizzata per la creazione veloce delle travi e offre una gamma illimitata nella scelta del colore, garantendo maggior libertà creativa all’utente.

Passiamo alla creazione dei modelli dei treni, una sfida per Matt, in quanto presentano piccole dimensioni e devono avere un aspetto realistico.

Qua entra in gioco la tecnologia SLA,  grazie alla resina Formlabs Grey Pro è possibile ottenere particolari complessi e dettagliati in una semplice stampata.

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Christina Perla, imprenditrice americana, ha visto nelle stampanti 3D la sua fonte di guadagno, come?

Offrendo consulenza e prototipazione su misura per tutti clienti che vogliono rivedere i propri processi produttivi in ottica di miglioramento e alleggerimento.

Per la sua attività Christina dispone di entrambe le tecnologie di stampa 3D, FDM e SLA, per dare al cliente il miglior servizio rispondendo alle sue necessità.

La tecnologia in FDM risulta particolarmente efficacie nel caso in cui è necessario prototipare grandi quantità di oggetti o se le dimensioni del prototipo sono superiori al volume delle stampanti in SLA.

Mentre la tecnologia SLA risulta perfetta per progetti che richiedono maggiori dettagli e che devono essere presentati a clienti.

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Flessibilità: scelta del materiale adatto per il “terzo pollice”

Anche la medicina rientra nel campo delle stampe 3D, ne è un esempio Dani Clode, ricercatrice presso l’University College London, che sfruttando la tecnologia SLA può ricreare un pollice artificiale per aumentare la capacità di presa di una mano.

La protesi è ottenuta dal mix delle due tecnologie di stampa 3D, il componente per il polso è stampato in SLA con la Grey Resin della Formlabs, in quanto si riesce ad ottenere un prodotto leggero, rifinito ma soprattutto resistente e che si adatta alla conformazione della mano, così come le dita, realizzate con una resina più elastica. Il pollice invece è ottenuto dalla tecnologia in stampa FDM.

La scelta nell’utilizzare entrambe le stampe non è banale, in quanto il progetto richiede una sinergia tra materiali con caratteristiche diverse tra loro.

FDM permette di avere oggetti con caratteristiche flessibili e resistenti con consumabili facili da reperire, mentre SLA permette di costruire materiali flessibili ad alta risoluzione anche con spessori ridotti.                                                               

 

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Matteo Marini

Matteo Marini

Marketing Specialist

Intraprendente, creativo, sopra le righe e amante del “preciso”.